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Grecia e Magna Grecia.

Cratere,

Campania, fine IV secolo a.C.

Alt. cm 18, diam. cm 17

 

 

Delizioso piccolo cratere a campana a figure rosse con sovraddipinture in bianco di produzione Campana. Su un lato del manufatto troviamo un delicato profilo di donna riccamente completato da diadema orecchini e collana mentre i capelli sono raccolti nel classico kekryphalos. Sull' altro troviamo invece una figura femminile dalle vesti svolazzanti intenta ad un chiaro  e dinamico passo di danza, anch'essa riccamente abbigliata e ornata da numerosi  gioielli (armille, collana, diadema ed orecchini ). Palmette aperte e rami fioriti   stilizzati ma realizzati con particolare cura  completano riccamente la scena.Stile e caratteristiche peculiari fanno pensare ad una produzione capuana della seconda metà del IV secolo vicina al cosiddetto "AV Group".

Condizioni eccellenti. Integro ed intatto a parte una scheggiatura al piede.

Ex collezione privata italiana degli anni '50.

 

Price on request.

Vaso da offerta,

Campania, fine del IV sec. a.C. Alt. cm 22

 

 

Rarissimo vaso da offerta (kernos) a figure rosse e vernice nera  dalle antichissime tradizioni legato al contesto delle offerte funebri in onore delle divinità legate al mondo ctonio quali ad esempio Persefone e Cibele. Il nostro esemplare porta quattro piccole pissidi prive di anse ma complete di delicati coperchi (uno diverso dall' altro, integri e coevi) fissate su un supporto ceramico circolare cavo e privo di fondo. Tra i vasi si alternano  quattro volti femminili realizzati a stampo di eccellente qualità mentre la base cilindrica, a figure rosse,  è decorata con due grandi profili femminili elegantemente acconciati con sakkos , stephane radiata e gioielli accuratamente resi con sovraddipinture bianche. Completa la decorazione un classico motivo a palmette inserito in una sorta di cornice triangolare. 

E' veramente difficile incontrare un esemplare così perfetto e completo in ogni sua parte malgrado la delicatezza delle parti da cui è composto. Eccellente  la vernice nera e brillanti le sovraddipinture.  Si rilevano solo insignificanti scheggiature. 

Ex Collezione privata italiana. Iscritto al n° 110 dell elenco presentato alla Soprintendenza Archeologica della Toscana (Firenze) in data 7/4/1987  (neg.fot. n°42887/1-2).

 

Museografia/Bibliografia:

I kernoi campani sono manufatti particolarmente rari. Un esemplare vicino lo si trova  presso il Museum of Fine Arts di Boston, più piccolo e non figurato ma con la presenza delle cornici triangolari:

https://www.mfa.org/collections/object/quadruple-vase-head-cruet-154139.

Il luogo di produzione suggerito è l' area Osca di Teano (Caserta).

Cfr. AA.VV. , "Vase Painting in Italy. Red Figure and Related Works in the Museum of Fine Arts, Boston", Boston 1993 cat. 94 , pag. 173

 

 

Price on request.

Phiale,

Campania, prima metà del III sec. a.C,  diam. cm 20 c.a.

 

Suggestiva phiale (o patera) ombelicata a vernice nera deputata alle libagioni a favore delle divinità durante i riti religiosi.

Il manufatto riecheggia in maniera evidente gli importanti  modelli toreutici del primo periodo ellenistico. Gran parte della superficie  interna è infatti lavorata a rilievo ad imitazione dei modelli metallici sbalzati.fondo  Sul possiamo distinguere chiaramente quattro grandi quadrighe guidate da Nike alate mentre più difficile è la definizione degli altri personaggi tra cui si riconosce però la figura di Ercole, dalla tipica clava, mentre altre entità alate in volo accompagnano gli equipaggi. Un elegante rilievo  a tralci di vite incornicia tutta la scena.  

Condizioni eccellenti, solo qualche scheggiatura. Ex collezione privata italiana.

 

Museografia:

Per un esemplare molto vicino al nostro vedi quello esposto all' Hermitage Museum di San Pietroburgo di cui abbiamo trovato una foto in:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Campania,_patera_in_vernice_nera_III-II_sec._ac._01.jpg .

 

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Kylix,

Grecia, (Atene) metà del VI sec.a.C. circa.

Diam. anse escluse cm. 23 circa. Alt. Cm 13

 

Eccellente kylix attica su alto piede in terracotta lavorata a tornio veloce del tipo “band cup” con fascia risparmiata nel mezzo in cui troviamo, su entrambe la parti , la raffigurazione dell' epilogo di uno dei più noti e famosi miti greci, quello di Teseo ed il Minotauro. L'eroe è ritratto in piedi nell' atto di colpire con la sua spada il mostro taurino ormai sconfitto ed inginocchiato davanti a lui mentre quattro figure, due giovani donne e due uomini (verosimilmente parte degli ostaggi ateniesi) osservano la scena. Le figure sono rese mediante la tecnica delle figure nere e gran parte dei dettagli sono resi a graffito e con sovraddipinture in bianco ( parzialmente svanite). Completano la scena , ai lati delle anse due coppie di palmette ascendenti legate da un breve viticcio alle anse stesse. Tondo centrale risparmiato.

Completa: ricomposta da propri frammenti senza integrazioni.

 

Ex collezione privata inglese.

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 Oinochoe,

Magna Grecia, (Puglia) ultimi decenni del IV sec. a.C. Alt. cm 29

 

Elaborata oinochoe a figure rosse del tipo a collo lungo con sovraddipinture in bianco e giallo. Il vaso, dalla ricchissima decorazione, presenta una raffinata bocca trilobata su cui si inserisce un' alta ansa alla cui base si possono ammirare tre volti femminili plasticamente resi. Nella parte ventrale campeggiano due figure. Una, femminile, riccamente abbigliata con abito plissettato  fermato sulle spalle da fibule auree e  completa di gioielli, tiene una cista, una tenia e tamburello nella mano sinistra e una ghirlanda nella destra. Di fronte a lei ammiriamo una figura maschile nuda e seduta che regge uno specchio nella mano destra ed un lungo stelo di palma nella sinistra .Ricca anche la decorazione accessoria, dalla falsa baccellatura delineata in bianco sul collo fino ai kyma ad ovoli sulla spalla per arrivare ai complessi palmizi posteriori . Chiude la scena principale un consueto motivo ad onde destrorse.

L' opera è attribuibile all' atelier dei Pittori della Patera e Baltimora, artisti molto attivi nella Canosa della fine del quarto secolo.

Stato di conservazione molto buono. Frattura ansa/collo ricomposta, scheggiatura  restaurato al piede  ma completa ed in ottime condizioni complessive.

Ex Collezione Privata Italiana.

 

Bibliografia:

Per un' oinochoe trilobata dello stesso autore dalla morfologia e dalla decorazione accessoria praticamente  identica  vedi AA.VV., Ceramiche attiche e magnogreche Collezione Banca Intesa. Verona 2006 Tomo II ,  es. 219 (pp. 552-555 ) 

SOLD - Venduta

Coppa cantaroide,

Magna Grecia, (prob.) Puglia, fine IV inizio III sec. a.C. Alt. cm Alt. 16,5 cm, diam. interno 16 cm.

 

 

Grande coppa potoria dalla forma importante e sinuosa questa ampia coppa in terracotta a vernice nera di produzione apula databile al III secolo a. C., pur variando la morfologia del piede tradisce pienamente la sua derivazione dai kantharoi attici del periodo tardo classico, spesso realizzati in bronzo od in argento ma sempre caratterizzati dalle sottili e importanti anse aperte sopra l'orlo della vasca e dalla baccellatura della parte ventrale. Ottime le condizioni complessive di conservazione: la coppa è completa con le anse riassemblate e solo qualche ritocco alla vernice nera originale.

Ex Casa d'aste Nord europea.  

 

Museografia:

Per uno dei prototipi metallici attici, conservato al British Museum, da cui è stato derivato il ns. esemplare vedi qui.

 

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Skyphos attico a fig. rosse, V sec. a.C.
Skyphos attico a fig. rosse, V sec. a.C.

Skyphos,

Grecia (Atene), prima metà del V sec. a.C., alt. cm. 11 Diam. 15,5 cm (anse escl.)

 

Skyphos attico in terracotta lavorato a tornio veloce in argilla color camo_ scio con deco_ razione a figure nere e sovraddipinture in rosso con particolari resi a graffito.  Nel registro centrale ( in ambo i lati) una figure maschile , un' atleta , si muove in mezzo a due uomini avvolti in mantelli  (probabilmente due giudici.) Ricomposto da propri larghi frammenti, due sole ridotte integrazione. Erosioni.

Ex Galleria d'Arte Inglese, ani '90

 

EXPORT LICENCE available (on request for EC Members)!

Con Certificato d'Importazione emessa dal Mibac (Soprintendenza ai Beni Culturali di Verona).

Price on request

Kouros in terracotta,  Grecia, Per. Classico, V sec. a. C.
Kouros in terracotta, Grecia, Per. Classico, V sec. a. C.

Kouros,

Grecia, (Beotia) V sec. a.C. alt. 24 cm

 

Elegante statuetta in terracotta realizzata a mano e a matrice raffigurante un giovane frontalmente ritto in piedi, nudo, con l'himation morbidamente appoggiato intorno alle spalle mentre regge con la mano sinistra un piccolo volatile. Ampio foro di sfiato rettangolare sulla parte posteriore.

 

Eccellente  conservazione complessiva, ridotto restauro  e notevole vivacità dei pigmenti colorati, a differenza dell'esemplare pressochè identico esposto nella Sala 15 del British Museum a Londra (vedi ultime due foto sotto).

Secondo il commento dei Curatori del museo londinese nella statuetta cogliamo " l'eco della postura della grande scultura del tempo. La testa, di dimensioni generose, appare di influenza Policletana ma la posa, [...] segue i principi d'immagine di Fidia."

 

Museografia/Bibliografia: Esemplare del British Museum registrato al numero  1879,0306.4  (Per la scheda digitale vedi qui.)

Sulla statuetta e sulla relativa classe vedi anche R.A. Higgins "Catalogue of the Terracottas in the Department of Greek and Roman Antiquities, British Museum" vol. 1 n° 852

Ex Collezione Privata americana.

Venduto SOLD

Anfora a fig. rosse, Magna Grecia,  IV sec. a. C.
Anfora a fig. rosse, Magna Grecia, IV sec. a. C.

Anfora a figure rosse 

prob. Canosa di Puglia (Magna Grecia), ultimi decenni del  IV sec. a.C. Alt. cm 65 c.a.

 

Monumentale  anfora in terracotta di tipo pseudopanatenaico  tipica della produzione apula del  Periodo Tardo, a figure rosse con sovradipinture in bianco, giallo e cremisi.

Le dimensioni monumentali ed i temi iconografici ne circoscrivono l'utilizzo in un ambito esclusivamente funerario. Sul lato A, al centro dell immagine, troviamo una figura femminile seduta su una bassa colonna di stile ionico, all interno di una costruzione aperta a colonne dello stesso stile, una sorta di tempietto detto anche naiskos. All'interno di questa struttura la dama, riccamente abbigliata e finemente acconciata, caratterizzata dall anomalo colore bianco della sua carnagione che rimanda al colore della pietra di cui è costituita la sua dimora ultraterrena siede  completando una  sorta di trasfigurazione nella quale la defunta viene assimilata al suo monumento funebre assumendo essa stessa il ruolo di statua sepolcrale

Tale immagine è in netto contrasto con i due personaggi che fiancheggiano il naiskos, realizzati nella consueta tecnica delle figure rosse, il colore cioè della vita. La defunta viene raffigurata con tutti gli attributi del suo alto rango quali gioielli, bracciali e sakkos mentre nelle mani stringe un grande ventaglio ed uno specchio.Tutta la scena fuori del naiskos è circondata da oggetti pieni di significati simbolici  quali ciste, ghirlande, bende grappoli d uva ecc. dono dei visitatori del sepolcro che in questo modo se da un lato tengono vivo il ricordo della defunta, dall' altro fanno sì che la sua vita possa idealmente continuare anche oltre i confini dell esistenza terrena.

Sul lato B troviamo altri due personaggi simili a quelli della scena sopraddescritta rivolti verso una stele funeraria drappeggiata da due nastri bianchi e neri. Da notare, su entrambi i lati dell' anfora, la ricca presenza di specchi, ritenuti strumenti magici che potevano permettere al possessore vivente di cogliere l'immagine del defunto se rivolti verso il suo monumento funebre.

Costruzione della scena, struttura narrativa e decorazioni accessorie autorizzzano l' attribuzione dell' anfora al Pittore della Patera importante artista attivo nell' ultimo quarto del del IV sec. verosimilmente nella zona di Canosa di Puglia, la cui produzione è ben conosciuta e riccamente documentata.

Conservazione complessiva molto buona. Interamente ricomposta da propri frammenti con limitate ridipinture sopra le linee di frattura.

Ex Collezione privata Inglese.

Ex Bonham's, (Londra), Antiquities, Aprile 2006 lotto 104. 

 

BIBLIOGRAFIA(a cura di) G. Sena Chiesa ed E.A.Arslan, Miti greci, Venezia 2004. 

AA.VV., I Greci in Occidente, Milano,1996.

Raffaella Cassano (a cura di ), Principi, Imperatori, Vescovi. Duemila anni di storia a Canosa. Venezia, 1992.

L'anfora è stata pubblicata in Balestra M. e Turco L., Contaminazioni, Catalogo della Mostra. Cassino 2008, Tavv. XIX e XX (2), pp. 43 e 44.

 

Manufatto sottoposto a Notifica da parte del Ministero dei Beni Culturali (Soprintendenza Archeologica per il Friuli Venezia Giulia) ai sensi del D. Lgs. n 42 del 22-01-2004 quale oggetto di straordinaria rilevanza storico-archeologica.

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