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Gioielli

 

Collana,

Bactria,(Afghanistan) 2.000 -1000 a.C.

 

 

 

Un pugno di spettacolari ed antichissime perle ambrate in agata striata e qualche corniola, di forma biconica, romboide o globosa sono state mixate con piccole perle sferiche in moderno oro 18 kt. dando vita ad un girocollo dall'  incredibile fascino. Lunghezza  cm. 44.

La collana e tutti i suoi elementi sono in ottime condizioni, si rilevano solo usuali scheggiature . La chiusura ad S è anch'essa realizzata in moderno oro 18 kt e tutta la composizione è solidissima ed indossabile senza particolari precauzioni.

 

Ex Coll. Priv. Inglese degli anni '70 poi T.L. Auction House, Londra 2013. 

 

 

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Collana,

Imp. Romano orientale o Impero Partico

(I° sec. a.C - I° sec. d.C.)

 

 

Collana costituita da vaghi in pasta vitrea blu alternati a 16 sfere  realizzate in foglia d’oro su nucleo argilloso, una tecnica comunemente usata per realizzare manufatti in vetro (“core formed“) storicamente antecedente alla soffiatura e 8 sferette bivalve più piccole in metallo dorato. La collana è in ottime condizioni complessive. E' stata reinfilata e dotata di un' elegante  e moderna chiusura in oro. I vetri presentano qualche usuale iridescenza e piccole scheggiature. Ultima perla in vetro dalla parte dell' anello di chiusura  probabilmente non coeva. La lunghezza è di 42 centimetri ed è Indossabile senza particolari avvertenze  

In mancanza delle evidenze di scavo non è possibile definire con maggior precisione l’ area di produzione. E’ verosimile ipotizzare un’area prossima all’ allora Regno persiano dei Parti  ma anche tutta la parte orientale dell' impero Romano succeduto ai Regni ellenistici.

 

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Collana,

Medio Oriente,

V-I sec.a.C.

 

 

Bella collana ricostruita da un gruppo di corniole biconiche troncate, rotonde , a botte ed esagonali impreziosita da una coppia di perle elissoidi in metallo dorato. Buone condizioni di conservazione: usuali erosioni e diffuse scheggiature, una perla esagonale con mancanze. Perla centrale trattata con acidi, come da tradizione anteriore.  Reinfilata e dotata di moderna chiusura in stile. Solida ed indossabile senza particolari precauzioni.In mancanza delle evidenze di scavo non è possibile definire con maggior precisione l’ area di produzione comunque riferibile all’ area afghano-persiana.

Lunghezza cm 48,5 cm.

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Collana,

III-I sec. a.C.

 

 

Splendida collana realizzata da fusiformi e sferiche perle di cristallo di rocca inframezzate da delicati spaziatori biconici in oro ed impreziosita da un elemento centrale cavo in oro ricoperto da una radiante e cruciforme granulazione. Conservazione eccellente: la collana è stata reinfilata e fornita di una provvisoria chiusura. Da rilevare solo usuali scheggiature  e qualche piccola deformazione degli elementi aurei.

L’ uso intensivo del cristallo di rocca nella gioielleria del periodo ellenistico ne è un elemento distintivo. La fine lavorazione del centrale rimanda all’ area greca-orientale del periodo ellenistico.

Solida ed indossabile senza particolari precauzioni. Lunghezza cm 43.

 

La collana viene con un certificato di Importazione Temporanea emesso dalla Soprintendenza di Verona.

 

SOLD

Collana in faience con "Occhio di Horus"
Collana in faience con "Occhio di Horus"

Collana 

Egitto, prob.  Periodo Tardo (670-330 a.C.)

 

 

Splendida collana dominata da un "Occhio di Horus" (udjat eye) in faience bicroma del Periodo Tardo (670-330 a.C. circa) che abbiamo rimontato su una collana in tubulari sempre in faience dello stesso periodo, inframezzandoli con coeve perle discoidi e sedici sfere in moderno oro giallo a 18 Kt. 

Il bellissimo Udjat (l' occhio del falco), lungo circa 4 cm ( ed alto 3,5) arriva da una collezione privata inglese degli anni '70 . Tutta la collana è in eccellenti condizioni. Chiusura ad S in oro 18 kt. Lunghezza totale cm. 44 circa. 

 

 

Si può affermare senza tema di smentita che l'Occhio di Horus sia stato anticamente considerato il più potente amuleto  contro il malocchio e tutte le forme ostili di magia e, se posto sulla mummia, aveva il compito di sanare magicamente ogni tipo di ferita e permettere la rigenerazione completa del defunto nell' aldilà.

Legato indissolubilmente al mito della lotta tra Horus e Seth testimonia, nella sua forma, il connubio tra le nature terrene (l'occhio ) e le ipostasi del divino ( il piumaggio del falco, animale sacro al figlio di Osiride). 

La presenza dell' amuleto è testimoniata a partire dalla VI dinastia ( 2300 a. C circa) per arrivare, senza interruzioni,  fino alla conquista romana.

 

Bibliografia:


W. M. Flinders Petrie, Amulets, Illustrated by the Egyptian Collection in University College, London (London,  1914), p. 9, 32-34, pl. XXIV-XXV; 

SOLD - Venduta.